mercoledì 21 maggio 2008

Decolonizzare l'immaginario


Visto che in questi giorni corro e soccombo al lavoro, ma visto che altresì il blog è un vampiro bambino che va nutrito con post freschi, rubo da ladro pelandrone rom quale sono un post di Raccuiottu. Il quale post, lo condivido in pieno, forse di più. In pieno e mezzo.

"Autunno sociale italiano, sembra questo il clima dei giorni che viviamo. Tutto molto scenografico, da filmare: coi capelli bagnati su visi pallidi, tra strade allagate, pozzanghere fangose, vetri schizzati da grosse gocce; una luce "berlinese", un clima da film su Auschwitz.

Leggo sull'Unità on- line stralci di un'intervista a Nichi Vendola. Parla di sconfitta, parla di Gramsci, parla dei modi per resistere alla sconfitta, parla di semplificazione che rischia di diventare banalizzazione. Parole che non mi deprimono - come spesso accade con le sinistrose prese di coscienza - parole che nel clima piovoso di questi giorni di maggio autunnale mi fanno sentire un sole - che magari non sarà quel dell'avvenir - intellettuale: Quaderni dal carcere, quaderni dal nostro quotidiano.

Alle parole di Vendola che pesca in Gramsci accosto le parole di Serge Latouche, economista filosofico fronscese, del quale ieri ho intravisto alcuni volumi al banchetto di Lilliput alla manifestazione Globalizza...che?
Uno dei suoi volumi esposti s'intitola "Decolonizzare l'immaginario".

Sotto la pioggia di questi giorni medito parole nuove, spolvero parole vecchie ma assolutamente funzionanti, cerco parole nocive da mettere sotto formalina".