
"Ci facciamo un infuso di finocchio?", chiede candida lei.
Non riesco a capire perchè questa ragazza giri per l'Italia con i semi di finocchio in borsa... e poi, proprio finocchio... sarà mica un segnale? Le mie certezze avvertono un primo scricchiolìo.
Ci beviamo questa benedetta tisana, nel frattempo ci sistemiamo nel letto. Sono le due e mezza.
La bevanda calda non è riuscita a fiaccare la mia libido. Parto all'attacco con le mie pillole di filosofia pret a porter, sento la sicurezza e lo charme impossessarsi di me. La fortezza non resisterà a lungo.
"Io faccio meditazione zen. Vuoi provare?" Ancora una volta mi spiazza. Non ho la prontezza di rispondere in maniera secca e trasparente "No, scopiamo."
Mi chiede se ho una candela per fare atmosfera. Ci penso, ma ho solo il fiaccolone bianco che ho usato alla veglia per Giuliana Sgrena e non mi sembra il massimo della finezza. Dunque accendiamo l'abajour e ci sistemiamo al centro del letto.
Eccomi lì, dunque, io, un uomo in balia del proprio testosterone a gambe incrociate e dita chiuse a formare una O, di fronte a una frikkettona insensibile alle proprie pulsioni (proprie dell'altro, di Gino, di me insomma..) a ripertermi "svuota la mente dai tuoi pensieri, respira lentamente".
Sarà la tisana al finocchio, sarà che sono le tre, sarà che budda gliel'ammolla, durante la meditazione mi assopisco più e più volte, arrivando ad accennare un principio di russata.
A quel punto, ci infiliamo sotto le coperte e spegnamo la luce. Sono tramortito ma non mollo. venderò caro il mio flauto di pelle. Complice l'oscurità ricomincio a stimolarla con considerazioni intime. La butto su sesso e sentimenti, così, per entrare in tema... e al momento giusto...ZAC! Mi avvicino per baciarla. E lì avviene l'impensabile! Che non è tanto il fatto che lei non ci stia (quello volendo è anche cosa comune), ma che la ragazza reagisce come davanti a un branco di rapper stupratori che la circondano in un vicolo cieco di Detroit. Esclama nel buio "Così mi angosci!". Io capisco, sono duro ma capisco. Le auguro buonanotte e batto miseramente in ritirata.
Siamo dunque arrivati all'epilogo. La mattina mi alzo presto per andare a lavorare, lei rimane a letto. Riparte nel pomeriggio. Quando torno a casa la sera, trovo un suo bigliettino sulla scrivania. Mi ringrazia molto calorosamente dell'ospitalità, sembra contenta dalle parole che ha scelto. Il computer è accesso, con il salvaschermo attivato. Muovo il mouse per farlo ripartire. Mi si materializza davanti una foto a tutto schermo: dei bellissimi fiori gialli.
La ragazza è partita felice, di buon umore, ringraziandomi con un biglietto e dei fiori. Come se le avessi regalato una indimenticabile notte di sesso.
5 commenti:
notevole,
mario
Grazie Fava!
(nel senso del cognome,,,)
che delusione la freakkettona!
uno s'immagina che vadano in giro con "la spada de foco de fori" come diceva l'inarrivaile Mario Brega, invece...
gino che ci vuoi fare!? so cazis...
Cazzo...Gino....non credevo che scritta, questa storia, potesse essere più memorabile che raccontata.
Sarà che col passare del tempo, le cose, acquistano un profumo diverso...che non è sempre quello esce dal mio frigo scongelato e pieno di capriolo???
la ruggine ti assedia la memoria prima che il pisello...
sarebbe stato bello farlo ammorbidire con abluzioni notturne in broda calda e un po' vischiosa,
come odorare una rosa cercando di non pungersi.
(ma perché non la richiami, così scrivi il remeiche...ah aha ha ).
Comunque dalla regia mi chiedono "quella con la capra"!!!
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