mercoledì 21 ottobre 2009

Adulti con le ali


Sono stato al cinema a vedere il film Ricky di Francois Ozon. Il film è imperfetto, mal equilibrato, e in certi momenti sembra non decollare. Gli amici che ho portato a vederlo quasi mi volevano ammazzare. Eppure a me è piaciuto e consiglio di vederlo. Parla di una donna con una figlia che vive e lavora nella periferia di una grande città francese. Scopa con un collega di fabbrica, se lo porta a vivere a casa, fanno un figlio e... e il figlio nasce con le ali.
Il seguito non lo racconto, ma da quel momento la pellicola fino ad allora dura e realistica come un film di Ken Loach, prende un'altra piega. Dopo una fase di piena burrasca, la famiglia ritrova un equilibrio, dovendo rinunciare a qualcosa di grande.
E' un film imperfetto, come la vita, che parla di vita. Di come a volte l'inizio di una relazione, o di una nuova fase in generale, comporti disequilibri, smottamenti, di come davanti ai muri si può rimanere fermi, scappare o provare a scalarli. Parla dei sogni, anche quelli bellissimi, supremi, che a un certo punto però si trasformano in piombo pesante, in figli mostri impossibili da controllare. I sogni-ricatto che bisogna lasciar volar via per essere di nuovo liberi di trovare la propria felicità.
Ricky parla infine di come rinunciare alla fantasia e alla libertà della giovinezza sia il modo peggiore di affrontare i problemi, una volta diventati adulti.
Non so se il film valga 7,50 euro. Però riflettere su certe cose, credo di si.

2 commenti:

Giulio ha detto...

Bella recensione, rende molto più del film. Sara'il fatto a differenza della pellicola non contiene un neonato che con protuberanze polliformi che piange per 50 minuti di fila?A saperlo evitavo i 7euro e 50 e leggevo direttamente il blog.

bradiponevrotico ha detto...

la rivincita della parola sull'immagine