
…è questo il senso della libertà, la possibilità di scegliere, indipendentemente.
Stasera concerto in Campidoglio (sarà una coincidenza con le elezioni?), ecosostenibile.
Presenti SudSoundSystem, Nidi d’Arac, Cesaria Evola e Vinicio Capossella. Molti buoni motivi per partecipare, in una serata tutto sommato atmosfericamente accettabile. Il caso ha voluto che fossi nel bradipo-ufficio in downtown e anche l’ora tarda d’uscita –dopo l’inizio previsto del concerto- non è proibitivo col bolide.
È lui il protagonista di questo post. Il mio bolide (solo in senso figurato) mi ha dato la sensazione di poter decidere liberamente la serata, grazie alla sua rapidità e a pochi euro di propellente puzzolente. Chiama, organizza, decidi, scegli l’itinerario e vai. Poi magari decidi di passare da casa di amici bradipi (e neanche troppo nevrotici) e scegli di rimanere a casa loro in modalità cena-vino-divano a vedere film tipo “Romanzo Criminale”. Però potevi scegliere diversamente, lasciare pc e cravatta e dirigersi verso la folla. Senza troppi problemi. Questo dà un’idea di libertà. Ma non nel senso del Nano Malefico e delle tante destre che si sono appropriate della parola (a proposito, chissà se riuscirò a finire quel libro di lakoff, forse mai) ma come sensazione liberatoria e provocante.
Certo il concerto sarebbe stato bello ma mi sono consolato, tornando a casa, col passare dal Campidoglio sul dorso del bolide a concerto finito, mentre tanti ragazzi scendevano le scale per andare a prendere il 60 notturno.
Arrivato a casa ho ascoltato il vecchio Vinicio e visto immagini vissute, meno di due anni fa a Capital City.
Stasera concerto in Campidoglio (sarà una coincidenza con le elezioni?), ecosostenibile.
Presenti SudSoundSystem, Nidi d’Arac, Cesaria Evola e Vinicio Capossella. Molti buoni motivi per partecipare, in una serata tutto sommato atmosfericamente accettabile. Il caso ha voluto che fossi nel bradipo-ufficio in downtown e anche l’ora tarda d’uscita –dopo l’inizio previsto del concerto- non è proibitivo col bolide.
È lui il protagonista di questo post. Il mio bolide (solo in senso figurato) mi ha dato la sensazione di poter decidere liberamente la serata, grazie alla sua rapidità e a pochi euro di propellente puzzolente. Chiama, organizza, decidi, scegli l’itinerario e vai. Poi magari decidi di passare da casa di amici bradipi (e neanche troppo nevrotici) e scegli di rimanere a casa loro in modalità cena-vino-divano a vedere film tipo “Romanzo Criminale”. Però potevi scegliere diversamente, lasciare pc e cravatta e dirigersi verso la folla. Senza troppi problemi. Questo dà un’idea di libertà. Ma non nel senso del Nano Malefico e delle tante destre che si sono appropriate della parola (a proposito, chissà se riuscirò a finire quel libro di lakoff, forse mai) ma come sensazione liberatoria e provocante.
Certo il concerto sarebbe stato bello ma mi sono consolato, tornando a casa, col passare dal Campidoglio sul dorso del bolide a concerto finito, mentre tanti ragazzi scendevano le scale per andare a prendere il 60 notturno.
Arrivato a casa ho ascoltato il vecchio Vinicio e visto immagini vissute, meno di due anni fa a Capital City.
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